Brain's Factory

Lucio Riccardi's Soapbox

Category: IT

16 Billions $ for 1 App? Think again… and stay focused.

by root

Few interesting numbers from sequoiacapital.tumblr.com and a quote:

32. Even by the standards of the world’s best technology companies, WhatsApp runs lean. With only 32 engineers, one WhatsApp developer supports 14 million active users, a ratio unheard of in the industry. (WhatsApp’s support team is even smaller.) This L E G E N D A R Y crew has built a reliable, low-latency service that processes 50 billion messages every day across seven platforms using Erlang, an unusual but particularly well-suited choice. All that, while maintaining greater than 99.9% uptime, so users can rely on WhatsApp the way they depend on a dial-tone.

We know very few about their architecture.. What we know is that they care really about their work and… stay focused. For a GOOD product. A software, an App, a startup is not a nice wrapped package or an octopussian business model.

So is not only about getting things done.

Good luck 32! 🙂

PR: …and now we are happy to offer you a nerd moment: Scaling to Millions of Simultaneous Connections SlidesVideo

(photo credit: Jan Persiel)

Will Facebook dominate Social Networking… forever?

by root

“A 2006 survey by Pew Research found that 85 percent of teenagers online had a MySpace account. Today, only 7 percent of teens maintain an account there.” (nyt)

Evolution.. who knows? I bet yes, in 10 years Facebook will be there, but will change a lot, the fight to not become irrelevant happen at every new feature roll out… One day also Facebook will pivot and will be the most natural choice, un-noticed.

Cloud: No Country for Old Men

by root

“…solution providers that focus on hardware and on-premise services need to find new sales people that understand the cloud and can sell based on business outcomes rather than specific products and speeds and feeds. “You want to get into the cloud?” she asked the audience of solution providers. “Fire all of your sales force”.

Says Gartner Vice President and Distinguished Analyst Tiffani BovaVia
Vis Crn.com

Maybe training and deep understanding of the new business in place would be sufficient! It’s a good provocation from a Gartner people, switching on cloud require specific competences il all organisation fields.

Big Data is not so new concept

by root

The quest to draw useful insights from business measurements is nothing new. Big Data is a descendant of Frederick Winslow Taylor’s “scientific management” of more than a century ago. Taylor’s instrument of measurement was the stopwatch, timing and monitoring a worker’s every movement. Taylor and his acolytes used these time-and-motion studies to redesign work for maximum efficiency. The excesses of this approach would become satirical grist for Charlie Chaplin’s “Modern Times.” The enthusiasm for quantitative methods has waxed and waned ever since.

via NYTimes

Sicurezza e Cloud, cosa cambia davvero?

by Lucio

Niente. Lo voglio dire subito.
O meglio, poco. Api e strumenti “human configurable” sostituiscono gli apparati di rete di base, si chiamano Security Group, VPC etc.. ma son tutti lì, che attendono di essere studiati e usati nel migliore dei modi. Antivirus, firewall, backups.. son tutti lì che aspettano di essere configurati, aggiornati e i piani di recovery son lì che aspettano di essere scritti ed applicati. Ripeto, cosa è cambiato?
Come la sicurezza era al centro dei pensieri dell’IT assennato in azienda, così lo deve essere quando si parla di cloud nelle sue varie salse IaaS, SaaS.
Un errore comune è demandare la sicurezza all’infrastruttura online, confondendo le SLA e le certificazioni di sicurezza d’infrastruttura come reassicurazioni di essere al sicuro by default.
Anche i vendor ce la metono tutta a volte per distrarre l’attenzione.

“Microsoft Study: Cloud Improves Security for Small Business”

The varied benefits cloud computing offers SMBs have been cited many times by many people: increased flexibility, reduced overhead, extended accessibility of applications and data. However, a new survey of SMBs in the US and Asia by Microsoft shows another benefit cloud services can deliver to SMBs: improved security
[..]
35 percent of U.S. companies surveyed have experienced noticeably higher levels of security since moving to the cloud. In addition, 32 percent say they spend less time worrying about the threat of cyberattacks. U.S. SMBs using the cloud also spend 32 percent less time each week managing security than companies not using the cloud and are five times more likely to have reduced what they spend on managing security as a percentage of overall IT budget.

Quindi un sondaggio sulle sensazioni dovrebbe rassicurarci sull’effettiva sicurezza delle infrastrutture cloud, e dovremmo sentirci al sicuro perchè si spende meno? Non credo che un CIO dovrebbe sentirsi al sicuro per questo. Ah dimenticavo, siamo contenti di spendere il 35% in meno in sicurezza, come se anche gli strumenti di sicurezza in cloud non si paghino nel fee del servizio.

Survey results indicate that among SMBs that use the cloud, 41 percent were able to employ more staff in roles that directly benefit sales or business growth.

Se fosse possibile la questione prende una piega ancora più commerciale.. ma ce lo aspettavamo a questo punto…

MSPs should even feel confident enough to cite the Microsoft study to prospective SMB clients, explaining how security is one more advantage managed cloud services can provide. And by obtaining their cloud services from an MSP focused on the small-to-mid-sized market, SMBs can be sure their cloud needs will be considered a high priority, and that cloud services will be effectively scaled and priced down to their sphere of operation. There are many different types of “security” SMBs seek when obtaining managed cloud services. Protection against cyberattacks, malware and other IT dangers is one type of security, but the comfort of knowing they are a valued customer whose needs are fully understood is another.

L’uso del cloud (o di risultati di un survey sul cloud) come referenza citabile per far capire quanto si è committati in ambito sicurezza, raggiungimento degli obiettivi di business, creazione del valore al prezzo più basso possibile. Ok siamo al massimo della fantasia.
I benefici del cloud nell’ambito del “Lean Startup” li conosciamo, ma non lasciamoci distrarre dallo sbandieramento di percentuali di crescita e guadagno. La sicurezza non è percezione, non solo. Significativo questo speech sull’argomento, di Bruce Schneier, The security mirage.

E quando un servizio, un’Istanza non è nel proprio datacenter il Security Assessment piò essere più astratto e complesso, gli strumenti nuovi e mutevoli possono essere usati anche in modo scorretto, o cambiare le loro caratteristiche a breve termine. Monitorggio, recovery, backup non sono sicuramente più complessi che nei data-center aziendali, ma sicuramente più delicati a casua della non presenza fisica che nega l’uso della console e tool diagnostici avanzati direttamente sulle macchine.
Mi fido di chi mi dice di aver trovato insieme al Cloud una nuova spinta per il proprio business, una rivalutazione dei prodotti, l’apertura di mercati… ma se insieme al cloud mi viene a raccontare che per questo si sente al sicuro sulla sicurezza? Non so come reagirei.

Si ma chemenevieneammè? [su +1 & Google]

by Lucio


Quando è stato rilasciato il +1, almeno per me, era chiaro che fosse un’operazione a metà… evidenti i vantaggi dei terzi, non mi capacito di quale dovrebbe essere l’appeal che dovrebbe spingere l’utente a cliccare sul +1.
Così anche con Google+: i +1 fatti all’esterno rimangono relegati in una tab mai visitata e che non entra nello stream, quelli fatti ai post e ai commenti rimangono un’azione spot volta ad accendere una segnalino nelle notifiche e a far risalire i post nello stream.
Ma se almeno in Google+ questo ricalca l’uso “semplice” che si fa del Like su FB, quello fatto sui siti esterni e sulla pagina delle ricerche di Google stessa rimane una funzionalità ricca di buoni propositi (che da qualche giorno include anche la possibilità di includere dei commenti) ma povera di un significato profondo che spinga l’utente ad usarla.
Semplicemente far diventare i +1 parte integrante dello stream di Google+ sarebbe un primo passo. Dare anche un significato di “Share” non significa copiare gli altri social Network ma fornire all’utente una motivazione profonda per tornare sulla pagina delle ricerche da dove proveniva e cliccare il +1 o farlo direttamente sulla pagina stessa se fosse integrato.
Per valorizzare i +1 all’esterno e quelli in Google+ sarebbe necessario si potessero “cercare” i +1 generati nei Circles… sparkles è un tool affascinante ma un metodo di ricerca a-la-FriendFeed in cui si possa ricercare tra gli share i commenti e i +1 manca. I +1 e i commenti sono valore e di per sè già filtrano la bontà dei contenuti, non poter agire cercando, filtrando a mia volta secondo questi parametri impoverisce la piattaforma e nega la possibilità di riduzione del rumore di cui si parla ormai da anni sui usando e teorizzando i Social Network.
E dire che Google dovrebbe aver imparato dall’esperienza Sidewiki che non bastano le buone intenzione per far diventare “catchy” una nuova funzionalità. Ecco cosa mi ricordava il +1: Sidewiki. Ma ho la certezza che non farà la stessa fine, e che effettivamente sia ancora al 30% delle sue potenzialità.

Nokia déjà vu

by Lucio

A turno tutti gli attori coinvolti nella produzione e commercializzazione di dispositivi mobili si sono trovati in difficoltà negli ultimi anni… un po’ per “merito” di Apple ma soprattutto per colpa di una interpretazione conservatrice del monopolio, di una vision estremamente statica del futuro stesso della comunicazione mobile. Così è stato anche per Nokia che si è fatta sorprendere con hardware non adeguato ed un software imbarazzantemente indietro al debutto dei primi prodotti HTC, poi di quelli Apple, poi di Android.

E dire che in tempi non sospetti, nascosto tra le pagine del sito Nokia Intl. nasceva il progetto Maemo. Negli anni (2006/7) in cui Linux comincia ad essere sdoganato come possibile rivale di Microsoft nel mercato Server, Desktop e Embedded Platforms, un simile progetto suscitò un gran fermento tra gli appassionati di Gnu/Linux… e posso dire che è stato il mio primo pensiero al lancio di Android: Nokia aveva il futuro in mano e non ha capito come muoversi.

Ma nel frattempo ha acquisito Trolltech, si consolida la partnership con Moblin/Intel e parte Meego. Una nuova alternativa basata sull’opensource e che riparte da knowledge and lessons learned del progetto Maemo.

Cypher: What happened?
Neo: A black cat went past us, and then another that looked just like it.
Trinity: How much like it? Was it the same cat?

Ma la situazione economica diventa preoccupante, cambi al vertice di Nokia, partnership con Microsoft, ridimensionamento del progetto Maemo, un mese fa l’annuncio del primo dispositivo N9.

CVD erano fumo negli occhi le rassicurazioni sul futuro di Meego. Non si fa neanche in tempo ad averlo in mano (provarlo) che Chris Weber, presidente di Nokia North America, taglia le gambe:

“The N9, a phone built on an operating system called Meego, was an experiment and won’t be replicated, …”

Weber called Android and the iOS phone platforms “outdated”… focus on the app is “outdated”.

“We’re way ahead of them [Apple and Google],” Weber said, referring to exploiting cloud technology.

via VentureBeat

Chi glielo spiega che anche WP7 punta sul un App Store e non solo sull’integrazione dei Social Media come funzionalità base del telefono?

Ma soprattutto per Nokia è l’ennesima occasione persa, déjà vu di quello che poteva essere?

PS: per chi fosse ancora interessato il prezzo si aggira intorno ai 600€, verrà venduto sbloccato e rootabile come da faq.

I’m Back :]

by Lucio