Brain's Factory

Lucio Riccardi's Soapbox

Si ma chemenevieneammè? [su +1 & Google]

by Lucio


Quando è stato rilasciato il +1, almeno per me, era chiaro che fosse un’operazione a metà… evidenti i vantaggi dei terzi, non mi capacito di quale dovrebbe essere l’appeal che dovrebbe spingere l’utente a cliccare sul +1.
Così anche con Google+: i +1 fatti all’esterno rimangono relegati in una tab mai visitata e che non entra nello stream, quelli fatti ai post e ai commenti rimangono un’azione spot volta ad accendere una segnalino nelle notifiche e a far risalire i post nello stream.
Ma se almeno in Google+ questo ricalca l’uso “semplice” che si fa del Like su FB, quello fatto sui siti esterni e sulla pagina delle ricerche di Google stessa rimane una funzionalità ricca di buoni propositi (che da qualche giorno include anche la possibilità di includere dei commenti) ma povera di un significato profondo che spinga l’utente ad usarla.
Semplicemente far diventare i +1 parte integrante dello stream di Google+ sarebbe un primo passo. Dare anche un significato di “Share” non significa copiare gli altri social Network ma fornire all’utente una motivazione profonda per tornare sulla pagina delle ricerche da dove proveniva e cliccare il +1 o farlo direttamente sulla pagina stessa se fosse integrato.
Per valorizzare i +1 all’esterno e quelli in Google+ sarebbe necessario si potessero “cercare” i +1 generati nei Circles… sparkles è un tool affascinante ma un metodo di ricerca a-la-FriendFeed in cui si possa ricercare tra gli share i commenti e i +1 manca. I +1 e i commenti sono valore e di per sè già filtrano la bontà dei contenuti, non poter agire cercando, filtrando a mia volta secondo questi parametri impoverisce la piattaforma e nega la possibilità di riduzione del rumore di cui si parla ormai da anni sui usando e teorizzando i Social Network.
E dire che Google dovrebbe aver imparato dall’esperienza Sidewiki che non bastano le buone intenzione per far diventare “catchy” una nuova funzionalità. Ecco cosa mi ricordava il +1: Sidewiki. Ma ho la certezza che non farà la stessa fine, e che effettivamente sia ancora al 30% delle sue potenzialità.

Nokia déjà vu

by Lucio

A turno tutti gli attori coinvolti nella produzione e commercializzazione di dispositivi mobili si sono trovati in difficoltà negli ultimi anni… un po’ per “merito” di Apple ma soprattutto per colpa di una interpretazione conservatrice del monopolio, di una vision estremamente statica del futuro stesso della comunicazione mobile. Così è stato anche per Nokia che si è fatta sorprendere con hardware non adeguato ed un software imbarazzantemente indietro al debutto dei primi prodotti HTC, poi di quelli Apple, poi di Android.

E dire che in tempi non sospetti, nascosto tra le pagine del sito Nokia Intl. nasceva il progetto Maemo. Negli anni (2006/7) in cui Linux comincia ad essere sdoganato come possibile rivale di Microsoft nel mercato Server, Desktop e Embedded Platforms, un simile progetto suscitò un gran fermento tra gli appassionati di Gnu/Linux… e posso dire che è stato il mio primo pensiero al lancio di Android: Nokia aveva il futuro in mano e non ha capito come muoversi.

Ma nel frattempo ha acquisito Trolltech, si consolida la partnership con Moblin/Intel e parte Meego. Una nuova alternativa basata sull’opensource e che riparte da knowledge and lessons learned del progetto Maemo.

Cypher: What happened?
Neo: A black cat went past us, and then another that looked just like it.
Trinity: How much like it? Was it the same cat?

Ma la situazione economica diventa preoccupante, cambi al vertice di Nokia, partnership con Microsoft, ridimensionamento del progetto Maemo, un mese fa l’annuncio del primo dispositivo N9.

CVD erano fumo negli occhi le rassicurazioni sul futuro di Meego. Non si fa neanche in tempo ad averlo in mano (provarlo) che Chris Weber, presidente di Nokia North America, taglia le gambe:

“The N9, a phone built on an operating system called Meego, was an experiment and won’t be replicated, …”

Weber called Android and the iOS phone platforms “outdated”… focus on the app is “outdated”.

“We’re way ahead of them [Apple and Google],” Weber said, referring to exploiting cloud technology.

via VentureBeat

Chi glielo spiega che anche WP7 punta sul un App Store e non solo sull’integrazione dei Social Media come funzionalità base del telefono?

Ma soprattutto per Nokia è l’ennesima occasione persa, déjà vu di quello che poteva essere?

PS: per chi fosse ancora interessato il prezzo si aggira intorno ai 600€, verrà venduto sbloccato e rootabile come da faq.

I’m Back :]

by Lucio